Accademia dei Transumanti d'Abruzzo

L'accademia dei Transumanti

degli Abruzzi


L'Accademia dei Transumanti degli Abruzzi (Ac.T.A.) nasce di fatto nel 1996 a Chieti Scalo, da persone interessate a recuperare i valori del patrimonio culturale della civiltà agro-pastorale abruzzese, con particolare riferimento ai suoi strumenti musicali popolari: la zampogna (scupine) e il piffero (ciaramella).

L'attività dell'Accademia si sono caratterizzate per l'intensa ricerca sul territorio delle radici di quella tradizione zampognara che da più parti si voleva addirittura negare. Il tutto si è svolto promuovendo convegni, dibattiti, confronti tra esperti e divulgandone i risultati attraverso pubblicazioni specifiche.

È però nell'ambito delle manifestazioni di livello nazionale e internazionale, promotrici della cultura agro-pastorale abruzzese, che la tradizione torna tra la gente.

Allo scopo di far riscoprire l'importanza della zampogna e del piffero è stata attivata una "Scuola di Zampogna" che ha consentito a tanti appassionati (in particolare giovani) di apprendere la non facile arte del suono di questi strumenti tradizionali. Al di là della formazione dei giovani zampognari, è stato anche incentivato il ripristino del lavoro artigianale per la costruzione di zampogne e pifferi. Sono ormai nuove realtà le "botteghe" avviate a Luco dei Marsi (Aq) e a Civitella del Tronto (Te), dagli interessanti risultati seppure ancora lontani dalla perfezione, visto il processo di ricostruzione e consolidamento.

L'aver organizzato già dal 2002 la "Giornata della Zampogna degli Abruzzi" durante la seconda settimana di Settembre e, dal 2004, l'Incontro Nazionale (poi internazionale dal 2007) degli Zampognari d'Italia ha favorito lo scambio di esperienze culturali plurime. L'Ac.T.A. di Chieti Scalo diventa così uno dei punti di riferimento a livello nazionale e internazionale di appassionati, studiosi, suonatori, musicisti e ricercatori di etnomusicologia e antropologia provenienti da tutta Italia nonché da nazioni quali Svizzera, Germania, Polonia, Irlanda, Romania ecc.

Si è anche resa possibile una stretta forma di collaborazione con il Conservatorio di Musica "Luisa D'Annunzio" di Pescara, assieme ad altri conservatori sparsi sul territorio italiano. Tale collaborazione è volta a favorire l'introduzione dello studio della zampogna e del piffero nelle scuole di aerofoni, nella speranza di riuscire a superare le difficoltà di ordine burocratico e organizzativo a livello degli istituti scolastici competenti.

Non mancano iniziative di divulgazione nelle scuole elementari e medie, con lezioni sulla cultura tradizionale popolare e dimostrazioni musicali, con buon riscontro di interesse da parte degli alunni. La presenza di suonatori di zampogna e piffero ha anche aperto possibilità di interscambio con altre realtà culturali, con l'esibizione dei nostri zampognari in tutta Italia e all'estero, in particolare in Svizzera e Germania.

Infine, è anche stato dato particolare rilievo alla pubblicazione di studi e ricerche, che hanno suscitato interesse in campo culturale, con il coinvolgimento di studiosi ed esperti di tutte le regioni italiane.

Potete contattarci scrivendoci una mail, oppure visitando le nostre pagine su Facebook, rispettivamente dedicate all'associazione e al nostro gruppo, Gli Zampognari Abruzzesi e i loro amici.


Di seguito pubblichiamo una lettera molto sentita, indirizzata al socio fondatore nonché ex Presidente dell’Ac.T.A., Camillo CARAPELLE come testimonianza personale e “popolare”, che ben descrive e documenta la lunga tradizione zampognara d’Abruzzo .

Zampognari

Gent.le sig. Carapelle,

come promesso le invio la foto chi ritrae bambino divertito e incuriosito dalle sonorità zampognare, che, come può facilmente capire, costituiscono per me e per molti una sorta di imprinting genetico-musicale di cui non è facile sbarazzarsi.

La foto è liberamente utilizzabile nell’ambito dei siti dell’Associazione.

Ci tengo a che venga precisato il nome dell’autore della foto – mio padre – Vitantonio BINI ( che era un appassionato di fotografia, come si può notare dalla stessa qualità dell’immagine ) . La foto è stata scattata probabilmente nel mese di giugno 1952 ( sono nato il 18 dicembre 1951 ).

Ero in braccio a mia madre Fernanda Iavicoli, che al suo fianco aveva mia nonna paterna, entrambe sorridenti . Mio padre doveva aver notato il mio interesse e voleva fissarlo nel tempo . Come notavamo insieme, l’immagine è importante perché non è collegata al Natale, all’itinerario della Transumanza. La mia casa, a Vasto Maria ( via Spalato, 12) era poco distante dal Tratturo Magno L’Aquila – Foggia.

Proprio a Vasto Marina le greggi prendevano la spiaggia e facevano SOSTA, come io stesso ricordo relativamente agli ultimi “passaggi” avvenuti nei primi anni sessanta . Chi sapeva suonare faceva il giro delle case per raccogliere qualche cosa, mentre le pecore erano sicure negli stazzi. Era anche una modalità con cui si avvertiva sostanzialmente la popolazione che erano presenti i pastori e che ci si poteva recare presso di loro per acquistare la ricotta fresca ( il cui ricavato secondo la tradizione costituiva provento diretto per i mandriani di cui non erano tenuti a dar conto al proprietario del gregge).

Io stesso più grande ho accompagnato mio padre ad acquistare presso l’area di sosta la ricotta fresca.

L’immagine conferma quanto la zampogna sia stata legata alla pastorizia abruzzese ( senza per questo affermare alcuna esclusività) . Ho ritrovato la foto solo qualche anno fa e devo dirle che mi ha spinto a recuperare interesse sull’antico mondo della zampogna.

Cordiali saluti, Antonio BINI